Cos’è il Tinkering?

Per tinkering si intende quella metodologia di educazione informale adottata e promossa dall’Exploratorium di San Francisco, molto vicina alla cultura maker con la quale i partecipantisperimentano in modo alternativo la scienza, la tecnologia, l’ingegneria, l’arte e la matematica: e’ una mentalita’ ed allo stesso tempo una sperimentazione giocosa per affrontare e risolvere i problemi attraverso l’esperienza diretta e la scoperta di come possono interagire e funzionare, anche diversamente dal solito, gli oggetti che ci circondano.

Tinkering
Il tinkering e’ pensare con le mani ed imparare facendo, dando priorità assoluta all’esperienza pratica, alla creatività e alla collaborazione rielaborando la tecnologia esistente per costruire sistemi che funzionano.

Non esiste una corrispondente parola in italiano: quelle che più si avvicinano ad una traduzione strettamente letterale sono “armeggiare”, “riparare alla meglio”, ma a me piace molto di più l’espressione “smanettare per capire come funzionano le cose”.

Durante le sessioni di tinkering i ragazzi sono guidati dalla loro immaginazione e creatività nella ricerca di qualcosa che non si sa bene come fare poiché non hanno istruzioni da seguire: cercano di capire come funzionano le cose che in quel momento stanno attirando la loro attenzione, le rielaborano, provano a metterle insieme, osservano la loro grande intuizione andare in fumo, sperimentano seguendo i loro capricci e rivelazioni fino a quando qualcosa non va per il verso giusto.

Quando ci si cimenta nel tinkering non ci sono modi giusti o sbagliati di fare le cose, non esiste un “metodo scientifico” da seguire e talvolta la luce risolutiva tanto attesa proviene da fonti improbabili o anche da errori. Adottare una metodologia, una mentalità, un approccio di tipo tinkering all’interno di un laboratorio o di una classe scolastica consente a tutti di apprendere secondo il proprio stile: generalmente vengono utilizzati oggetti e materiali comuni per arrivare ad una serie di prototipi, aggiungendo nuove idee, apportando modiche in modo iterativo e riadattandoli alle nuove situazioni che, in questo susseguirsi di sperimentazioni, si presentano.

Tinkering
Non e’ dunque un libro di testo a scandire il ritmo dell’apprendimento e neanche un ambiente di insegnamento con contenuti predeterminati: non c’e’ nessun insegnante posto al centro della classe a trasmettere conoscenze preconfezionate, ma sono i ragazzi stessi che acquisiscono nozioni e consapevolezza interagendo sia con materiali familiari che con le nuove tecnologie.

Partendo dalla sperimentazione e dalle scoperte, sfruttando creatività, manualità e curiosità si permette ai ragazzi di sviluppare quelle competenze fondamentali del mondo contemporaneo quali pensiero critico, capacità di fare innovazione, imparare ad imparare, accrescere attitudini all’apprendimento permanente.

Tutte le attività di tipo tinkering non necessitano di alcuna pregressa conoscenza specifica, sono molteplici e, quelle che richiedono il ”pensare con le mani”, utilizzano sempre materiali comuni che si trovano anche a casa: si smontano vecchi giocattoli meccanici per fargli fare qualcosa di nuovo, si costruiscono robot che disegnano, si scopre la conduttività, si realizzano piccole macchine di Rube Goldberg, si sperimenta con la tridimensionalità attraverso stuzzicadenti e caramelle, si prova a far sostenere una marshmallow con una decina di spaghetti e tutto ciò che la propria creatività riesce a inventare.

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