Con Minecraft e Creatubbles i bimbi condividono i lavoretti con i coetanei di tutto il mondo

Minecraft permette di creare mondi virtuali, Creatubbles è il social dove i piccoli condividono le loro opere d’arte. Dalla loro intersezione è nato un bel progetto di condivisione e apprendimento.

Il 15 aprile la classe IVA dell’Istituto Comprensivo di Tolfa ad Allumiere inaugurerà una “galleria internazionale di arte e creatività”. Un progetto ambizioso che collegherà i bambini del Lazio ad altri “compagni” in Giappone e in altre parti del mondo. Come? Grazie a Minecraft e a Creatubbles, una startup nipponica che ha creato un social network per i più piccoli che permette in sicurezza di condividere, in formato digitale, i propri manufatti e creazioni, come quelle che si realizzano grazie a Minecraft. Delle molteplici applicazioni didattiche di Minecraft vi avevo già parlato: ma grazie all’integrazione con Creatubbles, questo strumento può essere veramente una strada per sprigionare la creatività dei nostri ragazzi. Ma partiamo dall’inizio.

L’incontro all’EDU Day

1 Dicembre 2015, Microsoft EDU Day: sono a Roma per raccontare l’esperienza didattica introdotta con le “maestre 3.0” per utilizzare il gioco per pc più venduto al mondo all’interno della scuola. Sono state introdotte per esempio le civiltà dei grandi fiumi e qualcuno ha trovato interessante realizzare in autonomia un piccolo ziqqurat, una grande piramide o l’ottava porta di Babilonia, la porta di Ishtar. Sfruttando il concetto di realtà simulata, abbiamo scelto di utilizzare Minecraft per “condurre” tutta la classe in una lezione immersiva a 360° nella citta’ di Babilonia, per visitare i suoi meravigliosi giardini pensili, e interagire con Re Hammurabi. Durante il Microsoft Edu Day siamo stati avvicinati dai fondatori di una startup giapponese che ci racconta la loro esperienza nel campo della creativita’ e del tinkering: capiamo da subito che è l’anello mancante che stavano cercando. Due anni prima infatti avevamo già introdotto con successo tematiche legate alla sperimentazione del tinkering per alimentare l’interesse alle attività di tipo STEM mischiando vecchie tecnologie con nuove tecnologie. La startup in questione e’ Creatubbles, un social network a misura di bambini che permette in estrema sicurezza di condividere, in formato digitale, i propri manufatti e creazioni.

La startup Creatubbles

E’ un social network il cui obiettivo è mettere in risalto la creatività dei ragazzi di tutto il mondo e per farlo si è dotato di alcune regole in linea con le più importanti regolamentazioni internazionali per la sicurezza dei bambini online: sono ammesse solo creazioni originali, tutte le immagini o video che rappresentano altri soggetti, selfie, o ogni tipo di immagine che può in qualunque modo rivelare l’identità dei bambini viene bloccata prima della pubblicazione. Agli account dei bambini, connessi e gestiti da almeno un adulto, è possibile associare soltanto un nickname e non il proprio nome reale; tutti i contenuti testuali, prima di essere pubblicati, sono inizialmente sottoposti ad un controllo automatico per bloccare parole inadeguate ed in seguito in attesa di approvazione direttamente dall’adulto che gestisce gli account dei bambini; tutti i file caricati sono sottoposti ad una attenta revisione e prima di essere resi visibili pubblicamente devono essere approvati dal team di Creatubbles.

Minecraft come momento creativo

Ad un certo punto in Creatubbles si sono accorti che tra le realizzazioni che i ragazzi mettevano in condivisione cominciavano a comparire screenshot di mondi Minecraft. Questo il ragionamento: “Ho creato un manufatto digitale nel mio mondo Minecraft, mi piace, ci ho dedicato tanto tempo, e voglio condividerlo con altri ragazzi”. Ogni screenshot si distingue dall’altro per la data e l’orario di realizzazione e deve essere cercato all’interno di una determinata sotto-directory del client Minecraft.

Dal mondo fisico a quello virtuale

Perché non creare allora una personalizzazione (le famose mod) Minecraft per permettere l’individuazione dello screenshot ed interfacciarsi direttamente con il social network Creatubbles senza uscire dal famoso gioco a cubetti pixelati? Detto, fatto. Perché non creare anche la fase di ritorno, cioè dal social network al mondo Minecraft? Questo il percorso logico: i ragazzi creano fisicamente qualcosa d’interessante e ne caricano l’immagine sotto forma di foto digitale sul sito Creatubbles. Dopodiché hanno la possibilità di personalizzare con quella stessa creazione l’interno del loro mondo Minecraft. Dal virtuale al fisico e dal fisico al virtuale: cerchio chiuso. Quale miglior modo di unire la vecchia manualità con le potenzialità di Minecraft? Le realizzazioni in Minecraft dei nostri ragazzi erano già fantastiche: ora hanno anche la possibilità di personalizzarle ulteriormente con oggetti che hanno creato nella realtà fisica.

Connettersi col mondo

Abbiamo studiato con Minecraft per tutto l’anno, ed utilizzandolo spesso con la mod Creatubbles finchè non ci è venuta un’idea: proviamo a mettere in cloud il nostro server locale e chiediamo se qualche scuola giapponese, attraverso la mediazione locale di Creatubbles, può essere interessata ad uno scambio di doni realizzati fisicamente attraverso l’ambiente virtuale Minecraft. Riuscire ad accedere simultaneamente nello stesso mondo sarebbe il massimo: il fuso orario con ben 8 ore in avanti del Giappone non facilita questa possibilità. Se noi in Italia iniziassimo alle 8 di mattina a Tokyo starebbero per prepararsi lo zaino per andare. Probabilmente ci dobbiamo accontentare di collegarci in differita: i ragazzi italiani troverebbero nella galleria d’arte condivisa i lavoretti realizzati dai coetanei giapponesi e viceversa. Ai responsabili di Creatubbles l’idea è piaciuta tanto e hanno trasmesso il loro l’entusiasmo direttamente a TeacherGaming, società acquisita da Microsoft a Gennaio 2016, responsabile della realizzazione e commercializzazione di MinecraftEDU (fino al 5 Aprile scorso), dandoci supporto e permesso di entrare in contatto con vari insegnanti ed educatori che hanno già utilizzato MinecraftEDU nella propria scuola o in attività extra-scolastiche. In pratica abbiamo un server Minecraft (in verità ne abbiamo due: uno su cloud Microsoft Azure e l’altro su quello di TeacherGaming) accessibile sulla grande rete, diverse scuole sparse su tutto il globo che possono accedere, simultaneamente o meno, ad un mondo virtuale il cui obiettivo è mettere in condivisione la creatività dei ragazzi e sopratutto le loro realizzazioni create davvero nel mondo fisico. Diverse scuole di tutto il mondo significa, fino ad oggi: Canada, Cina, Stati Uniti d’America (Colorado, Nebraska, Minnesota, Carolina del Nord, Virginia, Alabama, Hawaii), Brasile, India, Pakistan, Giappone, Australia, Polonia, Croazia, Nigeria, Sud Africa. Insomma un ottimo esempio virtuoso di collaborazione e scambio scolastico tra bambini e ragazzi che fino a ieri magari non sapevano nemmeno dove si trovavano posti come Latifabad, Maui, Bangaloore, Sagamu ed Allumiere.

Si comincia il 15 aprile

A partire dal 15 di aprile avremo un mese a disposizione, 24 ore su 24. Un mese in cui cercheremo di massimizzare le potenzialità offerte da quest’idea che fa interagire scuole e ragazzi in tutto il mondo: avremo la possibilità di trovarci virtualmente nello stesso posto, di scambiare messaggi via chat, di comunicare con soluzioni VoIP, ma soprattutto di scambiare emozioni attraverso manufatti e realizzazioni “artistiche” create direttamente da loro. Come promotori del progetto sarà proprio la classe IVA di Allumiere (Istituto Comprensivo di Tolfa – Roma) ad inaugurare questa galleria internazionale di arte e creatività venerdì 15 aprile ed esattamente a partire dalle ore 9 del fuso orario Centrale Europeo (in queste situazioni bisogna essere precisi). L’obiettivo è quello di far capire ai nostri bambini che ci sono altri ragazzi nel mondo che, anche se con culture differenti, sono meno fortunati di altri, ma sono tutti vicini per via della creatività che li accomuna. Ed avranno modo di condividerecon loro la bellezza dei luoghi in cui vivono descrivendo, attraverso l’arte, le peculiarità della propria nazione o città. Anche vivendo in un piccolissimo paesino come quello di Allumiere possono ora condividere le loro creazioni ed interessi con altri ragazzi che hanno la loro stessa curiosità e voglia di scoprire il mondo.

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