Da STEM a STEAM, passando per il coding, il tinkering ed il making

Le esperienze personali sono quelle che cambiano e formano le nostre menti, idee e modi di pensare e sono sempre le nostre esperienze che ci danno una prima diretta percezione del mondo che ci circonda. Alcuni di noi facilmente associano a parole come Scienza, Ingegneria e Matematica ricordi di insofferenza, noia ed impossibilita’ di contestualizzare quanto studiato nella realta’ quotidiana. Personalmente ricordo ancora la parole di alcuni miei insegnanti: “E’ portato per la matematica”. E piu’ sentivo queste parole, piu’ mi convincevo di non essere portato per altre materie, tipicamente letterarie, come se fossero queste distinte e separate tra di loro.

Secondo recenti comunicazioni previsionali rilasciate anche dalla Digital Agenda For Europe (http://ec.europa.eu/digital-agenda/grand-coalition-digital-jobs) ci sara’ almeno fino al 2020 un crescente trend di domanda di lavori associati all’Information and Communication Technology (ICT) ed allo stesso tempo e’ stato evidenziato il continuo declino di laureati in studi informatici e di quelli in studi di tipo STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics).

Coding and employment

Altri documenti richiesti dalla Commissione per l’Occupazione e gli Affari Sociali del Parlamento Europeo sottolineano l’importanza della conoscenza di competenze STEM al fine di favorire l’incontro tra domanda ed offerte di lavoro e ne incoraggiano la diffusione. (http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2015/542199/IPOL_STU(2015)542199_EN.pdf)

La triste costante di queste previsioni e’ l’assoluta bassissima rappresentanza delle donne in questi settori.

Women and coding

E tutto cio’ non ha niente a che vedere con le abilita’ tecniche del gentil sesso, piuttosto e’ il risultato di stereotipi che ogni giorno ci vediamo riproporre: nella serie “I Can Be” Barbie puo’ sicuramente divenire un presidente oppure una star sportiva, ma quando si tratta di diventare un ingegnere informatico necessita dell’aiuto dei due uomini, Steven e Brian.

Di “divertente” in questa storia ci sono solo i commenti amari di chi ha effettuato l’acquisto su Amazon. (http://www.theguardian.com/lifeandstyle/2014/nov/19/-sp-barbie-can-be-a-computer-engineer-but-only-with-help-of-a-man).

A mio parere il modo migliore per ridurre questa differenza di genere e farsi trovare quanto piu’ preparati possibile per soddisfare le previste richieste occupazionali in settori tecnologici e’ quella di avvicinare le nostre ragazze ed i nostri ragazzi al mondo del coding e del making gia’ dall’inizio del loro percorso di studi, o direttamente sfruttando l’istituzione scolastica (in Estonia e’ da tre anni che insegnano obbligatoriamente a programmare sin dalla prima elementare, mentre in Inghilterra cio’ e’ avvenuto solo l’anno scorso) oppure attraverso iniziative extra scolastiche (CoderDojo, Maker Space etc).

 

Riportando il discorso sul trend di crescita delle future professionalita’ che richiederanno studi ingegneristici, i movimenti dei maker e dei CoderDojo dimostrano che la creativita’, la progettualita’ spensierata, il gioco e la sperimentazione ben alimentano gli apprendimenti e le conoscenze relative alle discipline di tipo STEM.

In questo modo i bambini e le bambine si avvicinano piu’ facilmente a materie tecniche, ne diventano interessati, apprezzano fare scienza e desiderano approfondire tematiche scientifiche: le attivita’ di tipo STEM forniscono un modo estremamente potente ed efficace per stimolare gli interessi degli studenti, l’impegno e la comprensione delle materie scientifiche.

 

E’ in questo contesto che recentemente negli Stati Uniti d’America le attivita’ di tipo tinkering sono state promosse come didattiche educative anche in diversi Maker Space o programmi extra scolastici, riconoscendone il validissimo supporto per l’apprendimento e l’esplorazione di concetti e pratiche di tipo STEM.

(http://fablearn.stanford.edu/2013/wp-content/uploads/Tinkering-Learning-Equity-in-the-After-school-Setting.pdf)

 

L’anno scorso, a forza di sperimentare, e’ capitato allora di arrivare a pensare di mescolare all’interno di una classe di terza elementare materie didattiche che per la maggior parte di noi hanno davvero poco in comune: pittura e tecnologia. Attraverso il tinkering e la voglia di sperimentare delle due maestre e della pittrice Maria Angela Arcangeli e’ stato possibile fondere insieme i risultati provenienti dall’utilizzo di strumenti a bassa tecnologia con quelli ad alta tecnologia e realizzare “I quadri del futuro” (questo il nome scelto dalla classe), quadri interattivi realizzati interamente dai giovani alunni.

 

Partendo dal tema “I dodici mesi” la classe III A di Allumiere ha deciso di catturarne l’essenza attraverso la rappresentazione delle quattro stagioni: sfruttando il solo elemento cromatico, lasciando ai colori il compito di rappresentare e suggerire lo spirito delle quattro stagioni, sono state disegnate figure semplici e scarne di particolari dando l’oppurtunità ad ogni bambino, al di là delle capacità tecniche individuali, di potersi esprimere liberamente.

L’albero, presente in tutte le tele per la sua semplicita’ di realizzazione, inoltre e’ stato scelto per il suo messaggio metaforico: le stagioni e i vari cambiamenti fisici dell’albero durante il susseguirsi di queste, come simbolo della vita e dunque delle tappe e dei cambiamenti dell’uomo e della natura stessa.

Ai lati dei loro disegni i bambini, unendo arte ed elettronica, hanno stilizzato dei fiori con del filo di rame e creato circuiti con piccoli LED: guardando “cose vecchie” con uno sguardo nuovo e’ stato possibile riadattare semplici graffette affinche’ ricoprissero le funzionalita’ di piccoli interruttori dando ai quadri luce, colore ed interattività.

Tinkering and STEAM activities

Qualcosa di simile era stato realizzato tempo fa durante la sessione CoderDojo Roma (http://www.digitalchampions.it/archives/blog/coderdojo-roma-al-macro-e-il-mentor-e-antonio-10-anni-che-spiega-scratch-coi-topini-di-scialoja/) ospitata presso il Museo di Arte Contemporanea di Roma (MACRO): in quell’occasione i giovanissimi partecipanti, pur costretti dai vincoli temporali dettati dal laboratorio, avevamo animato con piccoli circuiti i topini di Toti Scialoja, artista, poeta e scrittore per l’infanzia fra i più importanti del Novecento.

Ecco allora che e’ immediato inserire, come d’altronde hanno gia’ fatto in molti in giro per il mondo durante le proprie sperimentazioni, la lettera “A” all’interno dell’acronimo STEM per aggiungere un po’ di emotivita’ artistica ed introdurre quel giusto pizzico di irrazionalita’ e fattore entropico in un contesto scientificamente ordinato: STEM diviene STEAM cioe’ Science, Technology, Engineering, Arts e Mathematics.

Un’altra opportunita’ di verificare quanto interesse suscitano le nuove tecnologie se utilizzate in contesti inusuali e’ stata data ai primi di Agosto in occasione della manifestazione “TolfArte” (www.tolfarte.it), Festival Internazionale dell’Arte di Strada e dell’Artigianato Artistico, che ha visto la partecipazione di oltre 50.000 visitatori durante tutto il weekend. I laboratori CoderDojo di Allumiere (www.fb.com/CoderdojoAllumiere) e Civitavecchia (www.coderdojocivitavecchia.it), riuniti insieme in un grande stand, hanno avuto modo di raccontare ai tantissimi curiosi accorsi nella cittadina collinare le loro esperienze di coding, making e tinkering, venendo in diversi momenti letteralmente presi d’assalto per l’interesse manifestato: insegnanti incuriosite per l’innovativa didattica del coding e del tinkering, genitori interessati piu’ dei loro figli al funzionamento ed alle modalita’ di utilizzo offerte dalla stampante 3D recentemente autocostruita, bambini concentrati ad esplorare opportuni mondi Minecraft ed altri che interagivano con sensori e scoprivano una maniera differente di utilizzare la conduttivita’ dei loro corpi, ragazzi in eta’ di scuola media affascinati da interessanti progetti STEAM realizzati con schede Arduino da Lorenzo, Angelo ed Ettore ragazzi che frequentano i laboratori CoderDojo e loro coetanei, neo liceali entusiasti di sapere che avranno modo di entrare nel mini fab lab scolastico dell’istituto “Marconi” di Civitavecchia (www.itiscivitavecchia.it) che sara’ avviato a Settembre, frutto della collaborazione tra il preside Nicola Guzzone, il corpo docente e il CoderDojo Civitavecchia e grazie al supporto tecnico dei Roma Makers (www.romamakers.org).

 

Tolfarte 2015

Limitarsi ad utilizzare le cose, senza chiedersi come funzionano internamente oppure senza avere la possibilita’ di guardarci dentro ed eventualmente apportare modifiche significa rinunciare a comprendere meglio gli oggetti che ci circondano, divenendo semplici utilizzatori passivi di sistemi e meccanismi invece sempre piu’ complessi.

Coltivare la filosofia maker ed incentivare quella del tinkering e del coding, oltre a consentire l’accesso a professionalita’ sempre piu’ richieste nell’immediato futuro, significa gettare solide basi per quei giovani che sono incuriositi dalla scienza, dall’arte e dall’ingegneria e coinvolgere sempre piu’  ragazze nella valutazione di possibili futuri percorsi professionali anche di tipo scientifico-tecnologico.